Per la prima volta, un importante quotidiano giapponese dedica ampio spazio alla legge che vieta il consumo di carne di cane e di gatto.
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Il dibattito, a lungo sopito, sul divieto di consumo di carne di cane e di gatto in Giappone è finalmente tornato alla ribalta grazie a un importante organo di stampa, che lo ha riportato con la massima enfasi possibile!
Il Sankei Shimbun , uno dei cinque principali quotidiani nazionali giapponesi, ha scatenato un'immediata e diffusa reazione sociale dopo aver pubblicato sul proprio sito web, il 9 luglio 2026, un primo articolo sulla proposta di legge che vieta il consumo di carne di cane e di gatto. I lettori hanno inondato la redazione di domande, ponendo due quesiti cruciali: in Giappone esistono ancora ristoranti che servono carne di cane? Devono essere chiusi immediatamente! E quali forze si oppongono concretamente a questa legge?
In risposta a questa forte ondata di preoccupazione pubblica, il Sankei Shimbun ha preso una decisione inaspettata ma di grande impatto per la sua edizione cartacea del 21 luglio. Ha pubblicato l'articolo con il titolo a caratteri cubitali "Carne di cane e di gatto: il Giappone sta forse chiudendo un occhio?!" sulla pagina direttamente di fronte ai programmi televisivi, la pagina principale più in vista e letta dei quotidiani giapponesi. In Giappone, i giornali cartacei rimangono una fonte primaria di informazione per il pubblico. Mettere questo argomento in una posizione così privilegiata invia un segnale inequivocabile: il problema ha raggiunto un punto tale da non poter più essere ignorato.
Il rapporto ha esplicitamente rilevato che il Partito dell'Innovazione Giapponese ( Nippon Ishin no Kai ) sta attivamente promuovendo la "Legge sul divieto del consumo di carne di cane e di gatto", che vieterebbe il consumo di cani e gatti, nonché il loro allevamento e l'importazione a scopo alimentare. Attualmente, in importanti città come Tokyo e Osaka, sono ancora presenti ristoranti che servono carne di cane. Il rapporto originale utilizzava l'espressione "ristoranti cinesi, ecc." e, secondo approfondite indagini sul campo condotte dalla World Dog Alliance (WDA), sebbene si tratti principalmente di ristoranti cinesi, la categoria comprende anche alcuni locali coreani e vietnamiti. L'espressione "ecc." descrive accuratamente questa realtà.
La World Dog Alliance opera sul campo in Giappone da oltre un decennio. In questi dieci anni, siamo stati intervistati da innumerevoli testate giornalistiche, eppure nessun quotidiano di rilievo aveva mai pubblicato un articolo ufficiale sull'argomento. Perché proprio ora? Perché il Sankei Shimbun ha scelto questo momento per esprimersi con un articolo così approfondito e in una posizione di rilievo senza precedenti?
Perché la legislazione è entrata nella fase sostanziale!
La coalizione di governo ha formalmente inserito la "Legge sul divieto di consumo di carne di cane e di gatto" nella propria agenda legislativa, con intensi preparativi in corso per l'approvazione nella sessione parlamentare della seconda metà di quest'anno. È in atto anche un attivo coordinamento tra i parlamentari della coalizione di governo. È stato proprio in questo momento cruciale che il Sankei Shimbun ha scelto di portare la questione al centro dell'attenzione dell'intera nazione.
Questa svolta non è avvenuta per caso. È il frutto di oltre un decennio di instancabile impegno a livello globale da parte della World Dog Alliance. Abbiamo fornito ai leader giapponesi un'ampia documentazione, tra cui elenchi di paesi, regioni e città che hanno vietato il consumo di carne di cane e di gatto, insieme a panoramiche complete delle nazioni che definiscono legalmente gli animali da compagnia. Grazie a queste risorse e alla nostra comprovata esperienza nell'approvazione di leggi in tutto il mondo, i semi del cambiamento hanno gradualmente attecchito.
Durante una sessione parlamentare, il membro della Camera dei Consiglieri Seiichi Kushida del Partito dell'Innovazione Giapponese ha esplicitamente sottolineato che l'attuale Legge sul Benessere e la Gestione degli Animali presenta una chiara lacuna in merito all'"uccisione di cani e gatti per il consumo", rendendo indispensabile una legislazione specifica. Ha ribadito che il Giappone non deve diventare un "rifugio sicuro per la carne di cane e di gatto" agli occhi della comunità internazionale.
La signora Watanabe, rappresentante della sezione giapponese della World Dog Alliance, ha espresso il suo entusiasmo:
"Questo è il momento che aspettavamo da dieci anni! Mettendo questo tema in primo piano su una pagina che ogni lettore vede, il Sankei Shimbun sta dicendo a tutta la società giapponese: è ora di affrontare la realtà. Quando i cittadini inizieranno a chiedere perché questo non sia ancora stato vietato, e quando i media mainstream smetteranno di ignorare l'argomento, sapremo che un vero cambiamento sta avvenendo. La World Dog Alliance continuerà a impegnarsi al massimo, unendo le forze con tutte le parti per garantire che il Giappone approvi al più presto un divieto completo sul consumo di carne di cane e di gatto, in modo che tutti gli animali da compagnia ricevano la dignità e la protezione che meritano!"
Dieci anni di preparazione; oggi, la spada è finalmente sguainata. La World Dog Alliance seguirà da vicino e sosterrà pienamente il prossimo processo legislativo. Invitiamo i nostri sostenitori in tutto il mondo a unirsi a noi per assistere e partecipare a questo cambiamento storico, conquistato a caro prezzo.





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